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“Nuove possibilità per la guida: i sistemi ad alta tecnologia. Quali prospettive in Italia”

Il 12 novembre 2016, alle ore 9.00
presso IRCCS “E.Medea” Ass. La Nostra Famiglia”
Polo di Conegliano e Pieve di Soligo
Via Montegrappa, 96
31053 Pieve di Soligo (TV)

Durante il convegno è possibile effettuare un test drive gratuito per provare la guida in carrozzina con i sistemi di guida digitale con joystick, minivolante, ecc..

Per iscrizioni:

Alessandro Dal Bo

Dal Bo Mobility s.r.l.
Via G.Galilei,13/A - 31020 San Fior (TV)

Tel.: +39 0438 403338
Fax: +39 0438 408187
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
web: www.dalbomobility.com

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I cinque malfatti sono cinque tipi strani: uno è tutto bucato; uno è piegato in due, come una lettera da spedire; un altro è tutto molle, sempre mezzo addormentato.

Dal 15 settembre 2012 è entrato in vigore in Italia il nuovo contrassegno di parcheggio per disabili "europeo", con un formato rettangolare, di colore azzurro chiaro, con il simbolo internazionale dell'accessibilità bianco della sedia a rotelle su fondo blu.

Inoltre, dall'11 luglio 2016, come riportato dal portale Laleggepeertutti.it, è diventata più ampia la possibilità di ottenimento dal momento che la patologia non deve necessariamente riguardare la capacità di deambulazione e, quindi, gli arti inferiori.

Sulla rivista "Panorama" del 3 agosto 2016 è stato pubblicato un articolo che portiamo alla vostra attenzione.

E' un intervista a Giovanni di Pino, 36 anni, neurologo, ricercatore all'Università Campus Bio Medico di Roma, che ha ricevuto un finanziamento del valore di 1 milione e 500 mila euro dall'European Research Council per (cit.) "la messa a punto di una mano bionica che un amputato possa sentire come "propria" restituendo la sensazione che l'arto artificiale sia parte integrante del proprio corpo e del proprio essere".

(Giovanni di Pino, immagine tratta dal sito http://www.gazzettinonline.it/)

 

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Articolo di Carlo Antonini (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) pubblicato sul blog di Beppe Severgnini http://italians.corriere.it

Ciao Beppe, ti ricorderai forse che a fine 2014 ti ho scritto della mia esperienza di disabile a Gardaland (“Sull’Ortobruco no”), quando ero stato fatto scendere dall’Ortobruco, un’attrazione su cui sono tranquillamente saliti i miei bimbi di 3 e 6 anni. Come è andata a finire? Siamo partiti dalle esperienze e segnalazioni mie e di altri soci di “Raggiungere”, l’associazione italiana per bambini con malformazioni agli arti di cui faccio parte, e abbiamo iniziato un lungo e proficuo dialogo con Gardaland, in particolare con il direttore generale, Danilo Santi. Ci siamo incontrati nel maggio 2015 a Gardaland, per confrontarci sulle criticità evidenziate da noi come visitatori del parco, e capire anche le difficoltà di chi, nel parco, ha la responsabilità di garantire la sicurezza di tutti. E in preparazione alla stagione 2016 devo dire che Gardaland ha fatto davvero un grosso lavoro: tra le altre, una maggiore chiarezza del sito e delle brochure (con guide specifiche per i diversi tipi di disabilità, sensoriale, fisico/motoria e comportamentale/cognitiva), e un’attenzione ai termini (disabile e disabilità – come da convenzione ONU – e non parolacce come “diversamente abile”, purtroppo ancora usata da molti). Inoltre, ci hanno riferito da Gardaland di una maggiore sensibilizzazione del personale, attraverso corsi di formazioni interna. Nello specifico della mia disabilità, legata alla mancanza dell’avambraccio destro, c’è una maggiore chiarezza e possibilità di accesso a diverse attrazioni, anche tra le più “adrenaliniche”. Inoltre è meglio spiegato dove è consentito l’uso di una protesi.
Per chi volesse sapere qualche dettaglio in più, può leggere sul nostro giornalino ( http://www.raggiungere.it/index.php/il-giornalino/335-anno-2015-n-3 ).
Al di là degli obiettivi raggiunti, però, ci tengo sottolineare la modalità e la positività del percorso fatto. Da un lato, abbiamo trovato di fronte un’azienda aperta al confronto, e consapevole che alcuni aspetti legati alla disabilità fossero migliorabili: di questo ringrazio Danilo Santi per la (non comune) sensibilità e l’impegno. Dall’altro lato, credo (spero) che come “Raggiungere” non siamo arrivati con il dito puntato per accusare, ma abbiamo cercato di dare una voce pacata e organica alle nostre esigenze. E nel confronto abbiamo sicuramente imparato: ancora meglio, speriamo di esportare l’esperienza positiva anche ad altre realtà italiane, dove altri soci di “Raggiungere” hanno riscontrato delle difficoltà di accesso. Tutto bene, quindi? Beh, ora manca solo passare all’azione e salire, da disabile, sull’Ortobruco e sulle “adrenaliniche” (dove consentito). Sempre che mi facciano salire. No, non dico gli operatori di Gardaland: con loro non dovrei avere più problemi. Intendo i miei figli, che ancora sono troppo piccoli per le attrazioni più avventurose: potrebbero non capire che al papà tocca salire su Oblivion solo per chiudere in bellezza il percorso fatto.

Voglio ringraziare di tutto cuore Renato Ferrari che ha caricato sul sito i numeri mancanti del giornalino di Raggiungere (per gli anni compresi tra il 1996 e il 2003).
Finalmente tutti i numeri del giornalino sono disponibili per la lettura e, anche se si tratta di numeri vecchi di qualche anno, il loro contenuto è sempre attuale, interessante, commovente.

Buona lettura a tutti!