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Sabato abbiamo vissuto una giornata densa di emozioni, a Milano. Abbiamo partecipato a Reatech, una mostra che ha deciso di affrontare il tema della diversità come "sfida" e non, come capita spesso, solo come un problema da risolvere. A Reatech erano presenti stand per "provare" diverse discipline sportive, dalla vela con il simulatore all'arrampicata sportiva, dal basket in carrozzina al ping pong e al calcetto. C'era un'area dedicata al gioco, dove alcune aziende illustravano giochi pensati per divertire e istruire bambini con o senza disabilità, stand dedicati a chi cerca lavoro, un'area dedicata alle auto adattate. Nei 3 giorni la mostra è stata visitata da addetti al settore, ma anche da famiglie, classi. E i ragazzi si sono divertiti un sacco.

Sabato era il nostro giorno. Avevamo organizzato un nuovo incontro tra ragazzi mediato da Bomprezzi, dopo il grande successo di quello che si è svolto a maggio. Il titolo dell'incontro era "autostima e libertà". Tema importante, che non ci spaventava perchè proposto da Franco con la sua sensibilità, il suo calore. Ma arrivati al momento dell'inizio dell'incontro siamo stati risucchiati dal secondo piano, dove due atleti, amputati agli arti inferiori, stavano raccontando la loro vita. Ruby e Cody hanno 25 e 12 anni. Sono stati entrambi amputati alle gambe al di sopra del ginocchio. E sono la quintessenza della serenità e della realizzazione di se. Ma è meglio lasciare che sia Franco Bomprezzi, con le sue parole sul blog invisibili, a raccontare di loro e delle nostre sensazioni.

 

Leggi l'articolo di Bomprezzi.

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